COME NASCE L'IDEA
L'idea di una casa alloggio per malati di AIDS nasce nel 1996 dalla constatazione, all'interno di un'esperienza decennale nel mondo della tossicodipendenza, dell'urgenza di de-ospedalizzare e di offrire uno stile di vita ed un percorso rispettoso della dignità della persona con AIDS, compatibile con il variare del suo stato di salute.
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COME SI CONCRETIZZA
Nel 1997 Don Ernesto Vavassori responsabile del Centro di Accoglienza "Nikodemo" di Misobolo, individua nella casa "Villa Gianotti" di Cuceglio, di proprietà della Congregazione delle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione di Ivrea, la struttura atta a concretizzare l'idea di partenza. Dalle Suore la casa è passata in comodato alla Curia Diocesana d'Ivrea e da questa a Don Ernesto, che nel frattempo organizza la nascita di un gruppo di volontari.
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NASCE L'ASSOCIAZIONE
Il 20/09/1997 nasce l'Associazione "PANTA REI" che si propone di educare alla pace con il rispetto delle culture di ogni popolo ed un concreto impegno di solidarietà che promuova la dignità di ogni persona umana privilegiando i deboli. L'Associazione costituitasi espressamente senza fini di lucro, inizia la sua attività di solidarietà, con la gestione di una Casa Alloggio per donne in AIDS conclamato e patologie correlate con una capienza di sei posti. Contemporaneamente alla nascita dell'Associazione iniziano i lavori di ristrutturazione di "Villa Gianotti" per renderla funzionale ed adeguata ai requisiti legali e sanitari richiesti dalla normativa vigente.
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LA CASA DIVENTA VIVA
Il 28 Settembre 1998 la Casa Alloggio comincia la sua attività con l'accoglienza di una giovane donna in AIDS proveniente dal Burundi. Nel giro di qualche mese la casa è totalmente abitata (sei ragazze, di cui due del Burundi, una della Nigeria, una dell'Eritrea, una dal Brasile ed una italiana). Anche dal punto di vista della confessione religiosa la Casa è "ecumenica", tre appartengono ad una Chiesa Evangelica, una alla Chiesa Ortodossa e due alla Chiesa Cattolica. Alla Domenica tutte celebrano il loro rispettivo culto. La scelta di una casa esclusivamente per donne si radica nell'esperienza di ulteriore emarginazione in cui viene a trovarsi la donna rispetto all'uomo, secondo questo schema: DI COLORE E/O DONNA -> EXTRACOMUNITARIA -> DALLA STRADA -> IN AIDS Attualmente le donne ospitate portano anche una varietà di situazioni quanto a provenienza, causa della malattia, età, condizione sociale. Sono infatti ora ospitate una etiope, una somala, due nigeriane ed un neonato di pochi mesi nato da una delle più recenti ospiti. Dal 1999 sono stati organizzati corsi di italiano, di ceramica, di maglieria ed aerobica, dotando la Casa delle necessarie attrezzature, per un percorso formativo in modo da far transitare da uno stato di indigenza ad una relativa autonomia sia dal lato economico che sanitario.
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